Ebbene si, entro il 2050 metà della popolazione potrebbe diventare miope. Ad affermarlo, in uno studio pubblicato sulla rivista Ophthalmology, sono i ricercatori del Brien Holden Vision Institute di Sydney (Australia), della University of New South Wales Australia di Sydney e del Singapore Eye Research Institute (Repubblica di Singapore), fra i quali rientra Kovin Naidoo .

A cosa si deve questa “miopizzazione”?

Molti attribuiscono la miopia a fattori genetici, variazioni biologiche, fattori endocrini, psicologici o nutrizionali, oltre all’abuso di attività a breve distanza. Ciò che ormai è condiviso da tutti è che la miopia è multifattoriale.

Un compito a distanza prossimale, sostenuto a lungo, può causare affaticamento e indurre a stress soprattutto sull’aspetto visivo. Il nostro sistema visivo non è biologicamente adatto a sostenere, per un tempo prolungato, le richieste di attività a distanza ridotta proprie ormai della nostra cultura, e perciò ripetute esposizioni a tali richieste portano allo sviluppo dei disturbi visivi e spesso all’insorgenza della miopia.

Canon nel 1929 descrisse il ruolo del sistema nervoso autonomo nella risposta del corpo allo stress: “fight” o “flight”. Ovvero, il nostro corpo si adatta a questa situazione di stress e cerca delle tecniche per riportare un equilibrio, come ad esempio quello di innescare la miopia, oppure reagire con la fuga, ovvero evitando le attività per lui troppo pesanti come ad esempio la lettura.

Il ruolo rilevante del lavoro a distanza prossimale nell’ insorgenza della miopia è evidenziato dalla teoria dell’uso-abuso che definisce la miopia come la conseguenza di un ripetitivo ed eccessivo uso dell’accomodazione, che causa l’allungamento del bulbo, e dalla teoria di Skeffington che descrisse la miopia come una forma di adattamento allo stress nelle attività come la lettura.

Sono passati anni da questa teoria ma dato il continuo aumento di miopi in coincidenza con una società molto concentrata su attività svolte a distanza prossimale (cellulari, pc, tablet ecc…), queste teorie restano ancora molto accreditate.