Siamo abituati a proteggere la nostra pelle con creme solari ma spesso ci dimentichiamo di proteggere con altrettanta attenzione i nostri occhi.

L’occhio umano è un organo in grado di adattarsi alle varie condizioni di luce diurna e notturna, compatibilmente con quel minimo di luminosità ambientale necessaria per stimolare le cellule retiniche, detti fotorecettori, e innescare il processo visivo. I fotorecettori sono i coni e i bastoncelli. I coni si trovano in zona foveale e si attivano in luce piena (visione fotopica), mentre i bastoncelli hanno un ruolo nella visione crepuscolare e notturna e si attivano in condizione di bassi livelli di luminanza (visione scotopica) senza però fornire una visione dettagliata.

Il nostro sole è la fonte principale di luce naturale, sorgente indispensabile di energia per tutti i processi biologici che garantiscono l’esistenza. Nel vasto fenomeno fisico dell’irraggiamento solare che interessa l’intera superficie terrestre, si distinguono radiazioni solari con potere ionizzante, e radiazioni non ionizzanti. Le radiazioni che hanno potere ionizzante posseggono un’altissima energia e brevissima lunghezza d’onda, sotto i 100 nm: sono i raggi cosmici, gamma, raggi X, e vengono arrestate dall’atmosfera terrestre. La gamma delle radiazioni elettromagnetiche solari non ionizzanti che interessano il sistema oculare si dividono in :

  • ultravioletto (λ da 100 a 390 nm) che a sua volta si divide in UVC 100-280 nm, UVB 280-315 nm e UVA 315-390 nm
  • le radiazioni visibili (λ da 390 a 760 nm)
  • l’infrarosso (λ da 760 nm a 1mm)

Un primo gruppo di radiazioni emesse dal sole e che raggiungono la terra (circa il 47%), di lunghezza d’onda compresa circa tra 380 e 780 nm, quando colpiscono l’occhio e vengono assorbite dai pigmenti visivi della retina umana, generano sensazioni luminose e costituiscono il ristretto, ma importante , “spettro visibile delle radiazioni solari”. In questi ultimi anni, si sta prestando attenzione alla radiazione correlata alla luce blu (λ da 380 a 520 nm), sospettata di essere potenzialmente lesiva per l’epitelio pigmentato della retina e in particolare, una causa di maculopatia legata all’età, patologia che costituisce una delle più importanti cause di cecità. Un secondo gruppo di radiazioni (il 5-7% della radiazione solare incidente al suolo) è costituito da radiazioni ultraviolette o UV. Sono anch’esse dannose perchè capaci di rompere i legami molecolari del DNA dei cromosomi, possono provocare mutazioni strutturali, produrre composti chimici fortemente ossidanti e tossici per le cellule, indebolire le difese immunitarie e aggravarle o aumentando il rischio di infezioni virali (Herpes). Le radiazioni UV si dividono in:

  • UVA (315-380 nm), che penetrano negli strati più profondi dell’epidermide e sono responsabili dell’invecchiamento cutaneo, rughe profonde e di tumori cutanei perioculari. Alcune di esse raggiungono anche l’umor acqueo e vengono assorbite totalmente dal cristallino provocando uno stress foto-ossidativo (cataratta).
  • UVB (280-315 nm): presenti soprattutto dalle ore 12 alle ore 16. Attive dal punto di vista biologico, necessarie per la sintesi della vitamina D, stimolano la produzione di melanina abbronzando la cute; causano eritemi cutanei.
  • UVC (100-280 nm): sono assorbite nella ionosfera e dall’ ozono situato nella maggior parte della stratosfera tra 10-50 km e non raggiungono la superficie terrestre.

La normativa europea distingue i vari tipi di filtri solari filtranti e protettivi in base alle loro caratteristiche ottiche utilizzando come parametri di valutazione sia al capacità di trasmissione della luce visibile, sia la simultanea protezione UV. Tutti debbono soddisfare attualmente alla Direttiva Europea En 1836 e rientrano nei DPI della vista. Sono chiamati “filtri da sole ad uso generale” poiché hanno lo scopo di filtrare l’intensità luminosa ritenuta dannosa. Ci sono cinque categorie di filtri che presentano numerazione progressiva da 0 a 4, in funzione del potere di assorbimento della luce degli UV  a ciascuna categoria corrisponde un tipo di utilizzo diverso. Il filtraggio totale viene consigliato in situazioni come permanenza su ghiacciai o deserti, ed in tali condizioni è meglio accrescere il livello di protezione utilizzando occhiali avvolgenti o specchiati come maschere da sci che soddisfino la norma EN 174.

E’ importante proteggere gli occhi soprattutto dei più piccoli il cui cristallino è chiaro e trasparente fino a 10 anni non esercita azione filtrante, il diametro pupillare è più ampio e i tessuti oculari sono meno ricchi di pigmenti  filtranti.