Siamo soliti considerare gli occhi, responsabile della nostra vista. In realtà gli occhi sono solamente “operai del cervello”. Mi spiego meglio raccontandovi cosa succede nel backstage.  Il segnale elettrico generato nei fotorecettori viene trasmesso, attraverso le cellule di connessione della retina, alle cellule gangliari e quindi alle fibre del nervo ottico. Le fibre provenienti dalle metà nasali di ciascuna retina si incrociano fra loro nel chiasma e si dirigono al corpo genicolato laterale e quindi alla corteccia cerebrale. Le fibre provenienti dalle metà temporali di ciascuna retina si dirigono anch’ esse al corpo genicolato laterale prima e alla corteccia cerebrale poi, ma senza incrocio nel chiasma. La via ventrale, è legata alla capacità di riconoscere gli oggetti, visi compresi. La via dorsale , è quella che ci fa distinguere le figure dagli sfondi e di rilevare posizione, profondità e movimento. La via ventrale sembra essere la responsabile della visione per la percezione, e la via dorsale della visione per l’azione.

Una parte delle fibre del nervo ottico si dirige non al corpo genicolato laterale, ma al collicolo superiore. Il collicolo superiore appare coinvolto nella localizzazione degli oggetti e nel controllo dei movimenti oculari, mentre il corpo genicolato laterale sembra responsabile, fra le altre cose, di una prima analisi del colore e del contrasto. La corteccia visiva si trova nella parte posteriore del cervello, nella regione detta lobo occipitale , e consiste in una lamina costituita da centinaia di milioni di cellule nervose disposte in sei strati. L’area della corteccia che riceve direttamente i segnali provenienti dal corpo genicolato laterale è detta corteccia visiva primaria. La corteccia visiva primaria compie, sull’informazione in arrivo, due operazioni fondamentali. La prima è quella di combinare far loro le informazioni provenienti dai due occhi. La seconda operazione è quella di estrarre informazioni relative a certe caratteristiche semplici dello stimolo, come la sua orientazione e la direzione in cui si muove.

 

Sono diverse le aree cerebrali coinvolte nella visione. Proprio per questa sua complessità, non è sempre vero che vedere 10/10 significa vedere bene. Alcune disfunzioni visive portano a una elaborazione spaziale errata e a una scarsa elaborazione delle informazioni che causa disturbi come vertigini, mal di testa frequente, astenopia, nonostante si riesca a vedere il tabellone scritto in piccolo in autostrada.

L’optometrista valuta le funzionalità visive, oltre alla classica “misurazione della vista”. Per questo è importante sottoporsi periodicamente a una visita optometrica, già in età prescolare.