Per integrazione visuo-motoria si intende la coordinazione tra percezione visiva e movimento delle dita /mano. Lo sviluppo visuo-motorio avviene nei primi 5 anni di vita del bambino.

Per riuscire a copiare dei segni un bambino deve essere consapevole della loro posizione e direzione, attraverso un movimento volontario degli occhi e a seguire, movimenti della mano per copiarli.

Durante la fase dello “scarabocchio” questa coordinazione occhio-mano è ancora immatura. A partire già dalla scuola dell’infanzia si può osservare una difficoltà nell’elaborare informazioni visive, nell’immaginare movimenti di oggetti o percorsi, nell’integrare le abilità percettive e motorie.

 

Verreck descrisse due livelli spaziali:

  • Dimensioni spaziali topologiche (acquisite entro i primi 5 anni di vita): i bambini apprendono e riproducono attributi spaziali come la vicinanza, la separazione, la continuità, discontinuità, il contenimento, l’inclusione di un oggetto in un altro.
  • Dimensioni spaziali Euclidee(acquisite tra i 5 e i 10 anni): includono la direzione, linee curve e rette, lunghezza e distanza. In questo periodo non solo i bambini sono in grado di percepire un oggetto in relazione ad altri oggetti e punti di vista.

E’ importante prestare attenzione a questi aspetti perché i deficit visuo-spaziali e di integrazione visuo-motoria incidono notevolmente sull’ apprendimento scolastico.

Nello specifico,  la grafia può apparire irregolare nella forma e nelle dimensioni; possono essere presenti difficoltà nel mantenere il segno durante la lettura, difficoltà nell’organizzare lo spazio a disposizione sul foglio, problematiche soprattutto in alcune materie come aritmetica, matematica, geometria e scienze. Tutto ciò si può osservare anche in alunni brillanti.

Quando vi sono dei dubbi sul funzionamento di queste importanti abilità, si consiglia una valutazione funzionale e percettiva optometrica.